Come
è brutta la città.....
In Italia non c'e' un posto dove affacciandosi non
vedi un'altra casa, l'Italia è diventata un paese dove ormai non c'è più
campagna tra una città e l'altra, dove la speculazione costruisce dovunque:
su colline frananti, sui greti di fiumi, in riva al mare. Manca la
consapevolezza che il territorio e' una risorsa esauribile e da preservare. Le città e i paesi
italiani sono diventati brutti, senz'anima e tutti uguali. Vale percio' la pena di
ricordare la vicenda del disegno di legge urbanistica presentato dal
ministro Fiorentino Sullo nel 1963 decisiva per introdurre in
Italia criteri moderni di governo del territorio applicati gia' allora da
decenni in altri paesi europei.
Se la riforma fosse stata approvata avrebbe in un sol colpo eliminato la
speculazione edilizia e tutta la corruzione politica a essa legata e
avvicinato l'Italia alle nazioni più civili nel governo del territorio.
Fiorentino Sullo fu per alcuni anni uno degli uomini politici più
promettenti della Democrazia cristiana ma la sua riforma
«rivoluzionaria» fu osteggiata anche da esponenti del suo stesso partito, la
Dc.
" Bisognerà fare
in modo che si eviti la speculazione terriera e nello stesso tempo attenui
la sperequazione tra i proprietari. Oggi un proprietario vincolato deve
pagare le imposte e un proprietario non vincolato tende a costruire fino a
livelli impossibili per ottenere la massima valorizzazione del suolo. Questo
è elemento di perturbazione ai fini di un'articolazione razionale della
città. Fino a quando ci sarà la corsa di chi vuole utilizzare il suolo per
ottenere il massimo in contrasto con chi invece si trova ad essere
sfortunato perchè vincolato, la città non si potrà costruire organicamente.
O si adotta il sistema del comparto, che però occupa determinati aspetti
negativi, o si adotta il sistema proposto dalla Commissione per cui i Comuni
comprano, lottizzano, urbanizzano e poi vendono all'asta anche a privati.
.... Per la disciplina delle aree fabbricabili nelle zone di espansione
urbana e della conseguente attività edilizia, lo schema prevede nell'ambito
di ciascun piano particolareggiato, obbligatorio per i Comuni espressamente
individuati in sede di piano comprensoriale, l'espropriazione di tutte le
aree edificabili da parte del Comune, il quale è tenuto ad attuare sulle
stesse, prima di devolverle all'utilizzazione edilizia, le opere di
urbanizzazione primaria. Successivamente il Comune procede alla vendita
all'asta dello ius ad aedificandum sulle aree urbanizzate: con
possibilità, peraltro, di cessione diretta di tale diritto ad Enti che
operano nel settore dell'edilizia economica e popolare.
Il problema finanziario connesso a tale disciplina è risolto col sistema del
pagamento dell'indennità di espropriazione, che, al pari della materiale
apprensione dei beni, può essere differito entro un anno; tale termine
appare sufficiente per mettere in moto un meccanismo di rotazione delle
somme occorrenti ai Comuni.
L’attuazione del sistema è altresì garantita da una speciale gestione
urbanistica prevista per i Comuni, i quali dovranno farvi affluire ed
attingervi, rispettivamente, i prezzi di vendita ed i prezzi di acquisto dei
suoli.
Infine, altre norme fondamentali previste nel progetto riguardano
l'esclusione di qualsiasi deroga in materia edilizia rispetto ai piani
approvati ed ai regolamenti edilizi comunali; nonché una più drastica
normativa sanzionatoria per l'ipotesi di violazione alle concesse
autorizzazioni a costruire, la quale può arrivare sino alla confisca delle
parti costruite in difformità. Il disegno di legge dovrà essere discusso con
i competenti Ministeri e portato allo esame del Consiglio dei Ministri.."
Discorso al Senato sul bilancio dei Lavori Pubblici di Fiorentino Sullo
( nella foto)
