il Giorno
Sotto il solleone contro l'iper
In marcia per i boschi contro il colosso commerciale che cingerą d'assedio il
paese. Sfidando la colonnina di mercurio vicina ai 40 gradi, domenica pomeriggio
oltre 50 persone di Villa Cortese hanno preferito rinunciare a una giornata al
mare o ai laghi per mettere in scena la loro protesta in difesa dell'ambiente.
Una manifestazione denominata «Sui sentieri dei nonni, ovvero… lą dove c'era
l'erba» che č culminata con un corteo snodatosi dalla chiesetta di San Grato. Il
tutto per dire un forte e deciso no al nuovo Iper che dovrebbe sorgere sulla
strada provinciale 12 Legnano-Inveruno, sacrificando di fatto il verde. I
manifestanti, riunitesi in un comitato battezzato «Don Chisciotte», hanno
attraversato i boschi della cittadina a suon di cori, slogan e striscioni,
gridando i loro timori contro un incubo che incombe sotto le loro finestre.
«Anche se la Regione, la Provincia e l'Amministrazione comunale di Legnano hanno
dato il via libera a questo insediamento - dicevano i cittadini - noi non
intendiamo arrenderci. Difenderemo con le unghie e con i denti quei pochi
chilometri di boschi e campagne del nostro paese, gią soffocato da una mole di
traffico veicolare alla canna del gas. Difenderemo questi sentieri che i nostri
nonni percorrevano per andare in fabbrica. Per qualcuno lą dove c'era l'erba ora
dovranno esserci soltanto macchine e cemento. Ma noi daremo battaglia». Alla
manifestazione erano presenti anche esponenti politici sia del centro-destra che
del centro-sinistra (tra i quali l'assessore Renzo Fornaia) a dimostrazione di
una lotta in difesa del territorio che non conosce bandiera. «E questo č solo
l'inizio - dicevano stizziti i membri del Comitato - chi pensa che si tratti
solo di lampi di guerra si sbaglia di grosso. Non vogliamo questo "gigante" che
stravolgerą la nostra esistenza». Del resto la determinazione dei villacortesini
era balzata gią in passato agli onori della cronaca quando alcuni fedeli
intrapresero forme di protesta per cacciare dal paese il parroco, trasferito poi
dalla Curia in altra parrocchia. Una determinazione che non manca di certo anche
a questi cittadini, la cui serenitą č minacciata anche dalla nuova area
industriale di Legnano e dalla Superstrada. Da qui i timori per la salute, per
l'inquinamento. «Il modello di sviluppo che alcune amministrazioni stanno
perseguendo č ormai diventato insostenibile - si inalbera la gente - e ai
disagi, alle lamentele e all'aumento delle malattie, si risponde con un modello
basato sull'effimero, sul saccheggio del territorio e sull'inquinamento
ambientale, elettromagnetico ed acustico. La nostra zona sta diventando una
sorta di "waste territory" , un territorio spazzatura dove gli abitanti sono
considerati un elemento secondario. Tutto questo č inaccettabile e vergognoso».
Davide Gervasi