Alzaia
del Naviglio vietata
Ciclisti addio, non pensate di
andare sulla strada che costeggia il Naviglio perche il vostro portafoglio
potrebbe alleggerirsi di 51 euro previsti per i trasgressori dell'attuale
ordinanza perche' e' vietato passeggiare o andare in bicicletta sull’alzaia
del Naviglio Grande fra Turbigo e Cassinetta di Lugagnano. Naturalmente vale
anche per i pedoni, gli animali da tiro e da sella.
La pista ciclabile sulla riva del canale, una delle più frequentate in
Lombardia, è chiusa fino a data da destinarsi. La decisione è stata presa
dalla direzione del Parco del Ticino. Una sentenza della terza sezione
civile del Tribunale di Milano ha infatti ritenuto il Parco corresponsabile
della morte di una pensionata di 71 anni di Robecco sul Naviglio, Miranda
Gurgo, Quel pomeriggio, la donna si imbatté in una comitiva di un oratorio
milanese, composta da tredici ragazzi, tutti minorenni, dal parroco e da un
altro accompagnatore. Nell’impatto la donna cadde nel Naviglio e fu
ripescata due chilometri più a valle in gravi condizioni. Ricoverata a Rho,
fu dimessa con la diagnosi di «coma post atossico da annegamento in stato
vegetativo» e morì a fine 2003.
Lo scontro avvenne nel tratto fra Robecco e Pontevecchio di Magenta,
all’altezza della cascina Peralza, dove, recita la sentenza, «non vi sono
protezioni contro il rischio di cadute», inoltre «le sponde sono ripide e
prive di appigli, l’acqua è profonda almeno 2 metri e il fogliame e l’erba
coprono quasi interamente la linea gialla di sicurezza che delimita la
pista». La morte della signora, secondo la giudice Maria Stella Cogliandolo,
sarebbe stata causata sia dalla mancata manutenzione da parte del Parco, che
da una manovra azzardata del ragazzo. Da qui la condanna in primo grado
all’ente di risarcire la famiglia della vittima con 500 mila euro.
Ora si parla per la messa in sicurezza della pista di 5 milioni di euro per
quindici chilometri di sponde , cifra un po' esosa a nostro parere, per una
barriera di protezione, una nuova segnaletica e scale per la risalita. Come
sempre da noi si esagera e dal niente si passa anche al superfluo e del
resto nessuna delle piste ciclabili europee lungo i corsi d'acqua è dotata
di barriere. Ora a causa di una mancata manutenzione si chiude tutto e si
rende inaccessibile uno dei luoghi più belli della Lombardia. Come si dice
dalle nostre parti .." sa sera' ul stabiel quand ghe scapa' ul purscel." [5
marzo 2010]
