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Milano addio, Expo a Smirne?



E se l'Expo ci venisse tolto.? La notizia comincia a circolare e sarebbe una catastrofe, una figuraccia internazionale da sommare a tutte le altre. La guerra dentro la maggioranza si riflette anche su una manifestazione che dovrebbe dare un pò di lustro all'Italia ma la lotta per le poltrone , i terreni e le opere da fare sta diventando una guerra intestina. Molti gli abbandoni, e le rinunce ma già si era partiti male con la pretesa di sedi  "adeguate" e stipendi da favola perchè si sa "lavorare Stanca".
Benefici ai soliti noti, anziche' ai milanesi e all'Italia e chi governa la Regione, la Provincia e il Comune di Milano, con il silenzio complice di chi governa il Paese, sta trasformando una grande opportunita' in una vera e propria farsa che rischia di diventare una Caporetto per Milano,
Entro novembre è prevista la verifica dei lavori davanti al commissario del Bie. Tra i vertici della società è iniziato un fuggi fuggi generale.  Dopo lo champagne dell'assegnazione
ci riordiamo le promesse del sindaco Moratti, un intero quartiere del capoluogo lombardo altamente ecologico. Si parlava di rimodernare, nei prossimi 7 anni, una zona (ancora non identificata) in cui non saranno più ammesse auto, nè a petrolio, nè a gasolio. Raffreddamento e riscaldamento saranno garantiti sfruttando il fotovoltaico e altri fonti pulite. L’area è lunga 20 chilometri di verde, dove si circolerà con navette all’idrogeno o biciclette. Per questo si sta attrezzando un’area di noleggio bici all’inizio di una pista ciclabile che sembra un’utopia nelle grandi città. Le piste dovrebbero partire già dal centro della città, da cui partiranno delle strade verdi (piste pedonali e ciclabili) che si ricongiungeranno all’area verde. UIn sogno ma
ora Expo 2015 potrebbe trasferirsi a Smirne, sulla quale Milano vinse per pochi voti a Parigi nel marzo 2008. Entro novembre ci sarà la verifica del Bureau International des Expositions (Bie) sul lavoro fin qui svolto . Ma la società Expo 2015 Spa è ancora in alto mare per quanto riguarda i terreni su cui sarà allestita l’esposizione. Da una parte il sindaco Letizia Moratti contraria all’acquisizione dei terreni, dall’altra il governatore Roberto Formigoni che invece spingeva affinché una nuova società da lui ideata ( che sia di CL ?) comprasse i terreni dai proprietari, Fiera Milano e gruppo Cabassi. E la questione è tutto fuorché risolta e Il rischio è quello di vedersi sottrarre l'evento e riassegnarlo alla città turca.
Notizia da tempo nell’aria e pubblicata da ItaliaOggi. L’offerta avanzata da Smirne potrebbe essere allettante per i disastrati conti degli enti locali, in particolare Provincia e Regione. La Turchia sarebbe infatti pronta a una sorta di risarcimento economico in cambio dell’esposizione universale. Milano e la sua dirigenza non ne uscirebbe di certo a testa alta.mentre potrebbe dimettersi Leonardo Carioni, consigliere nominato dal ministero del tesoro, socio di maggioranza con il 40%. Carioni si è speso sin dall’inizio per evitare gli sprechi. Grazie a lui la società è riuscita a ottenere gratuitamente gli uffici di palazzo Reale che il sindaco voleva invece affittare a Expo 2015 per oltre un milione di euro.
Di certo, le grandi opere previste sono ferme o avviate da poco. Nessuna delle sette di gare progettazione ha preso il via tanto che nei palazzi della politica sottovoce si riconosce  che Milano “è fuori tempo massimo”. L'unica cosa che sembra preoccupare sono le nomine tanto che tra giugno e luglio è stato sostituito, e inviato ad altro incarico, il capo della comunicazione, Andrea Radic, sostituito con Roberto Arditti, ex portavoce del ministro Claudio Scajola e direttore de Il Tempo. E’ toccato poi a Lucio Stanca lasciare la carica di amministratore delegato a Giuseppe Sala, direttore generale di Palazzo Marino e uomo di fiducia di Letizia Moratti. Ma poco preparato su Expo. Al suo insediamento rilasciò una dichiarazione ad agenzie e tv: “Taglieremo i costi, primo fra tutti gli uffici di Palazzo Reale”. Gli altri consiglieri si guardarono esterefatti. “Ma come, l’unica cosa gratis che abbiamo sono proprio gli uffici”.
Di nodi da sciogliere ce ne sono ancora molti. Ma pare che la società non abbia fretta. Nell’ultimo Cda, riunitosi il 30 luglio, è stato nominato ad Sala, e gli è stato fissato il compenso annuo a 270mila euro più 130mila come incentivazione dei risultati. Punto. E le gare? L’avvio dei lavori? I terreni? I fondi? Niente. Ora è settembre.  Il Cda ad agosto non si è riunito. E a Palazzo Reale ancora non sanno per quando convocarlo. “Entro settembre”, rispondono genericamente.


Peppino Barlocco

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